Il decoro (aspetto) architettonico dell’edificio in caso di sopraelevazione

L’articolo 1127 comma 3 c.c. prevede che i condomini si possano opporre a quelle sopraelevazioni che pregiudichino l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuiscano notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti.
La sentenza della Cassazione Civile n. 16258/2017, partendo da tale principio, distingue fra il decoro architettonico (richiamato negli articoli 1120, 1122 e 1122bis c.c.) e l’aspetto architettonico. Si afferma che la conformità a tale ultimo profilo comporta il rispetto dello stile del fabbricato e non deve rappresentare “una rilevante disarmonia in rapporto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne l’originaria fisionomia ed alterare le linee impresse dal progettista, in modo percepibile da qualunque osservatore. Il giudizio relativo all’impatto della sopraelevazione sull’aspetto architettonico dell’edificio va condotto, in ogni modo, esclusivamente in base alle caratteristiche stilistiche visivamente percepibili dell’immobile condominiale, e verificando l’esistenza di un danno economico valutabile, mediante indagine di fatto demandata al giudice del merito“. I giudici di legittimità precisano poi che nel valutare l’aspetto architettonico vanno valutate tutte le facciate e non solo quella frontale: “Non rileva decisivamente il distinguo che pone la ricorrente fra facciata principale, o meno, dell’edificio, in quanto, nell’ambito del condominio edilizio, le facciate stanno ad indicare l’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che connotano il fabbricato, imprimendogli una fisionomia autonoma e un particolare pregio estetico. La facciata rappresenta, quindi, l’immagine stessa dell’edificio, la sua sagoma esterna e visibile, nella quale rientrano, senza differenza, sia la parte anteriore, frontale e principale, che gli altri lati dello stabile“.
Sinceramente non riesco a cogliere una profonda differenza fra decoro ed aspetto architettonico; riterrei più conforme al dettato normativo ed all’evoluzione giurisprudenziale assimilare le due definizioni. In ogni caso ritengo utili gli spunti che ci fornisce la suprema Corte.

Violazione del decoro architettonico in condominio ed interventi modificativi preesistenti

Estratto della sentenza n. 14992 / 2012 della Suprema Corte di Cassazione:

In tema di condominio non può avere incidenza lesiva del decoro architettonico di un edificio un’opera modificativa compiuta da un condomino, quando sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino: la valutazione circa il degrado della facciata del fabbricato è oggetto riservato all’indagine del giudice di merito che è insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.

Nella specie la sentenza, con motivazione immune da vizi logici o giuridici, ha evidenziato come le originarie linee della facciata erano state stravolte dai diversi interventi che nel corso degli anni erano stati effettuati dai singoli condomini con la realizzazione di verande, apposizioni di tubazioni con colori differenti.