Posso esercitare il dissenso alle liti se l’assemblea non delibera?

L’articolo 1132 comma 1 c.c. prevede che, qualora l’assemblea abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere ad una domanda, il condomino dissenziente possa separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza.

Tale dissenso va manifestato, entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione, a mezzo di un atto notificato all’amministratore; la giurisprudenza ha ritenuto sufficiente una comunicazione a mezzo raccomandata senza richiedere la formale notificazione tramite ufficiale giudiziario.

Uno dei problemi applicativi, riguarda l’ipotesi in cui l’amministratore si costituisca in giudizio autonomamente senza una formale delibera da parte dell’assemblea. Come noto, il professionista può agire senza la necessità di autorizzazione o di ratifica dei condomini nel caso in cui l’oggetto della vertenza rientri fra i suoi poteri come previsti dal codice civile; fattispecie tipica inclusa in tale categoria riguarda la costituzione da parte del condominio nelle impugnative di delibera assembleare.

Ci si chiede, nelle ipotesi di cui al capoverso precedente, se il singolo condomino possa esercitare il dissenso previsto dall’art. 1132 c.c. o se tale possibilità gli sia inibita. La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 7095 del 20.03.2017, ha risposto a tale domanda in senso negativo: la causa non è stata deliberata e, di conseguenza, il condomino non può esercitare il proprio dissenso rispetto alla costituzione da parte del condominio.

Si riporta un estratto della pronuncia in commento: “Per contro, non si versa nell’ipotesi dell’art. 1132 c.c. , comma 1. Com’è noto, tale ultima disposizione, tesa a mitigare gli effetti della regola maggioritaria che informa la vita del condominio, consente al singolo condomino dissenziente di separare la propria responsabilità da quella degli altri condomini in caso di lite giudiziaria, in modo da deviare da sè le conseguenze dannose di un’eventuale soccombenza. Dunque, ove non sia stata l’assemblea a deliberare la lite attiva o passiva ai sensi del predetto art. 1132 c.c. , il condomino dissenziente soggiace alla regola maggioritaria. In tal caso egli può solo ricorrere all’assemblea contro i provvedimenti dell’amministratore, in base all’art. 1133 c.c. , ovvero al giudice contro il successivo deliberato dell’assemblea stessa (nei limiti temporali, è da ritenere, previsti dall’art. 1137 c.c. , richiamato dall’art. 1133 c.c.).“.

Cassazione Civile, sentenza n. 7095 del 2017