Conferma dell’amministratore

La conferma dell’amministratore, al pari della nomina, richiede la maggioranza di cui all’art. 1136 comma 2 c.c. (maggioranza degli intervenuti ed almeno la metà dei millesimi); tale principio viene confermato da una datata sentenza della Corte di Cassazione (la numero 3797 del 1978) che si dimostra ancora molto attuale.

Il nuovo articolo 1129 comma 10 c.c., statuendo il “rinnovo automatico” della carica per un anno, ha semplicemente rinviato di un anno l’analisi della maggioranza necessaria ai fini della conferma; sul punto, non sono assolutamente convincenti le poche sentenze di merito che hanno sostenuto la possibilità di confermare l’amministratore già in carica con la sola maggioranza di cui all’art. 1136 comma 3 c.c. (maggioranza degli intervenuti ed almeno un terzo dei millesimi). Ricordo altresì che la delibera di nomina dell’amministratore, ove sia assunta senza le maggioranze prescritte dalla legge, è comunque soggetta ad un vizio di annullabilità e non di nullità: la medesima diventa quindi definitiva decorsi i termini di cui all’art. 1137 c.c..

Dal mio punto di vista la nomina dell’amministratore (sia essa una prima nomina oppure una successiva) richiede sempre e comunque la maggioranza di cui al secondo comma dell’art. 1136 c.c.; questo è quanto ha affermato anche il Tribunale di Catania con la sentenza n. 1389 del 21.03.2017:
Ed invero non può condividersi l’orientamento cui sono giunti taluni giudici di merito che distinguono la fattispecie della nomina dell’amministratore da quella della sua conferma, richiedendo solo nel primo caso le maggioranze qualificate di cui al comma 2 del 1136 c.c. (nel testo vigente all’epoca della delibera), e ritenendo sufficienti nel secondo caso le maggioranze semplici di cui al comma 2 del medesimo articolo.
(…) Peraltro il comma 2 della medesima disposizione normativa prevede che “contestualmente all’accettazione della nomina e ad ogni rinnovo dell’incarico, l’amministratore comunica i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, …”, in tal modo equiparando i casi di nuova nomina a quelli di rinnovo (e quindi conferma) dell’amministratore, come già affermato dalla giurisprudenza di legittimità.
(…) Non si rinvengono peraltro motivi per discostarsi da tale orientamento, il quale risulta conforme al disposto normativo – il quale non prevede affatto una distinzione tra i due casi e prescrive soltanto una maggioranza , ossia quella qualificata – ed alla volontà di legge la quale, al fine di meglio ponderare la scelta e di far in modo che l’amministratore sia scelto con ampie maggioranze, ha previsto che la nomina dell’amministratore sia sempre effettuata con maggioranze qualificate, sia in caso di soggetto che abbia già svolto in passato tale mandato sia in caso di soggetto nuovo”.
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