Impugnativa di delibera e foro competente per valore

Impugnativa di delibera condominiale: il Foro competente per valore si determina in base all’importo complessivo del bilancio e non in base al valore della singola quota

Il Giudice di Pace di Brescia (provvedimento del 14.12.2016) ha recentemente pronunciato la propria incompetenza per valore in merito ad un ricorso ex art 1137 c.c. avente ad oggetto una delibera condominiale relativa alla ripartizione tra i condomini di una spesa; il magistrato incaricato ha statuito che la determinazione del foro competente andasse individuata in base al valore complessivo della somma da ripartire e non in base a quello della singola quota in capo al condomino.

Nel caso di specie una proprietaria, esperito inutilmente il tentativo di mediazione obbligatoria, depositava domanda avanti il Giudice di Pace di Brescia ratione valoris chiedendo, nel merito, che venisse dichiarata l’invalidità di una delibera condominiale precedentemente assunta “nel punto in cui vengono ripartite le spese dell’anno 2014/2015 di riscaldamento e condizionamento relative dell’appartamento di proprietà dell’attrice per l’importo di € 2.911,83 (pari a dieci mensilità di consuntivo)”.

Secondo il codice di procedura civile vigente, si può generalmente convenire che la competenza per valore sia: (a) del Giudice di Pace, se il quantum in oggetto non supera l’importo di € 5.000,00; (b) del Tribunale se si supera tale limite.

Fatta questa premessa, il Condominio convenuto affermava che, con riguardo alla domanda di annullamento di una deliberazione relativa alla ripartizione tra i condomini di una spesa, la competenza per valore andasse determinata a norma degli artt. 11 e 14 c.p.c. in base ossia al valore complessivo della somma da ripartire, e non in base al valore della singola quota del condomino che ha assunto l’iniziativa giudiziaria (Cass. n. 5726/1994, Cass. n. 1540/1963). Ciò in quanto la contestazione deve intendersi estesa necessariamente all’invalidità dell’intero rapporto il cui valore da considerare è, pertanto, quello relativo alla spesa oggetto di votazione nel suo complesso. Sul punto era già stata ben chiara la Suprema Corte, ove ha affermato che “In tema di competenza per valore, con riferimento all’azione avente ad oggetto il pagamento delle spese condominiali secondo approvazione dell’assemblea del condominio, il valore della causa va determinato con riferimento alla parte della relativa delibera impugnata, e non alla quota di spettanza del condomino che l’ha impugnata, atteso che l’oggetto del contendere coinvolge i rapporti di tutti i condomini interessati alla ripartizione, e, quindi, l’interezza di tale importo” (Cass. sez. II, ord. 13.11.2007 n. 23559). Non da ultimo si citava la Cass. n. 17278/2011 secondo cui “deve ribadirsi il principio generale (v., da ultimo, Cass. n. 1201/2010) secondo cui, ai fini della determinazione della competenza per valore in relazione ad una controversia avente ad oggetto il riparto di una spesa approvata dall’assemblea di condominio, se il condomino agisce per sentir dichiarare l’inesistenza del suo obbligo di pagamento sull’assunto dell’invalidità della deliberazione assembleare, quest’ultima viene contestata nella sua globalità, sicché la competenza deve determinarsi con riguardo al valore dell’intera spesa deliberata”.

Sulla scorta di quanto sopra affermato dagli ermellini, il valore di riferimento della causa risultava dunque ben più elevato e pari alla complessiva spesa di “riscaldamento/raffrescamento” inserita nel bilancio consuntivo. Il Condominio chiedeva pertanto che venisse dichiarata l’incompetenza del giudice adito, in quanto il foro esclusivamente competente a conoscere della domanda come introdotta e proposta dalla condomina era quello del Tribunale Ordinario. Il Giudice di Pace, accolta l’eccezione preliminare presentata dal convenuto, si dichiarava incompetente per valore, onerando parte attrice alla riassunzione della vertenza avanti il Tribunale di Brescia e disponendo la cancellazione della causa dal ruolo.

Provvedimento 14 12 2016

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