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19/02/2019
Messaggio ai giovani professionisti

Navigando in rete mi sono imbattuto in un editoriale che Carlo Parodi mi aveva chiesto di scrivere per i giovani professionisti di Roma. Lo riporto qui di seguito in quanto lo ritengo ancora attuale ed in linea con il mio pensiero (da Dossier Condominio n. 145/2015, anaciroma.it).

 

Cari associati, quando il Direttore Carlo Parodi mi ha sollecitato alcune riflessioni per i giovani amministratori, mi sono interrogato in prima persona. Ho riflettuto circa la concretezza dei problemi che siamo chiamati a risolvere e gli strumenti, troppo spesso inadeguati e farraginosi, che l’attuale quadro legislativo ci offre. Tale interrogativo è emerso anche in occasione del Master giuridico tenutosi a Roma nello scorso mese di ottobre; l’incontro è stato caratterizzato sia dall’alta qualità degli interventi, sia dall’attenta partecipazione degli associati.

Ho conosciuto Carlo nel corso delle mie prime partecipazioni al Centro Studi Nazionale Anaci e lo ringrazio per il costante stimolo a proseguire nel percorso di crescita personale e professionale. È proprio questo percorso che noi giovani professionisti dobbiamo intraprendere e perseguire; le qualità morali e le qualità professionali si tengono le une con le altre ed in questo sforzo (pare quasi scontato dirlo, ma non lo è affatto), la guida di chi ha maggiore esperienza è imprescindibile.

Vero è che lo scenario economico/politico non ci aiuta. Spesso gli amministratori sfogano le loro crescenti difficoltà: concorrenza sleale, impegno non riconosciuto, morosità elevate, legislazione schizofrenica (...). Pur essendo molto difficile comprendere a pieno i problemi di ognuno, suggerisco ai giovani amministratori di “sfruttare” questi ostacoli mettendosi alla prova, elaborando soluzioni innovative, ma sempre nel solco dell’esperienza. Può darsi che i clienti non apprezzino immediatamente questo sforzo; tuttavia, ne sono certo, quel che di buono abbiamo seminato è destinato ad emergere.

Confido che i giovani associati possano maturare secondo questi criteri, tralasciando inutili personalismi e non facendosi coinvolgere in dispute, per nulla costruttive, e che, talvolta, si annidano negli organi associativi. Sosteniamo sempre le nostre idee, ma senza temere il confronto e l’ascolto; sono sicuro che ne trarremo giovamento sia noi che l’associazione.

Buon lavoro a tutti

 

Avv. Matteo Peroni

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