Print menu
02/11/2017
Posso far condannare il condominio ad eseguire delle opere?

Se il fabbricato necessita di manutenzioni, il proprietario maggiormente interessato alla buona conservazione del condominio può trovarsi di fronte all’inerzia da parte dell’assemblea che non delibera o delibera di non eseguire alcuna opera.

Rientrano nella fattispecie di cui sopra le situazioni più disparate: adeguamento dell’impianto elettrico, certificato di prevenzione incendi, adeguamento della piscina …

Di fronte all’inerzia dell’assemblea o dell’amministratore, il singolo condominio non può agire nei confronti del condominio con un ricorso di urgenza o con una causa ordinaria chiedendo che il condominio medesimo sia obbligato ad adeguare un determinato impianto o ad eseguire una determinata opera. La strada da seguire per ottenere tale risultato è diversa e coinvolge quanto disposto dall’art. 1105 comma 4 c.c.: “Se non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all’autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore“.

I proprietari interessati dovranno quindi procedere come segue:

  • chiedere (secondo le modalità previste dal codice civile) la convocazione di un’assemblea;
  • inserimento all’ordine del giorno del punto relativo alle opere che si richiede di eseguire;
  • in caso di mancato stanziamento dei fondi, procedere con rituale ricorso ex art. 1105 c.c.

Sul punto, si richiama la sentenza della Corte di Cassazione n. 16608 del 05.07.2017: “Va poi chiarito come il singolo condomino non sia titolare verso il condominio di un diritto di natura sinallagmatica relativo al buon funzionamento degli impianti condominiali, che possa essere esercitato mediante un’azione di condanna della stessa gestione condominiale all’adempimento corretto della relativa prestazione contrattuale, trovando causa l’uso dell’impianto che ciascun partecipante vanta nel rapporto di comproprietà delineato negli artt. 1117 c.c. e segg.. Ne consegue che il condomino non ha comunque azione per richiedere la condanna del condominio ad un “facere”, consistente nella messa a norma dell’impianto elettrico comune, potendo al più avanzare verso il condominio una pretesa risarcitoria nel caso di colpevole omissione dello stesso nel provvedere alla riparazione o all’adeguamento dell’impianto (arg. da Cass. Sez. 2, 31/05/2006, n. 12956; Cass. Sez. 2, 15/12/1993, n. 12420), ovvero sperimentare altri strumenti di reazione e di tutela, quali, ad esempio, le impugnazioni delle deliberazioni assembleari ex art. 1137 c.c. , i ricorsi contro i provvedimenti dell’amministratore ex art. 1133 c.c. , la domanda di revoca giudiziale dell’amministratore ex art. 1129 c.c. , comma 11, o il ricorso all’autorità giudiziaria in caso di inerzia agli effetti dell’art. 1105 c.c. , comma 4“.

Richiedi la nostra
Consulenza
telefonica o via skype
Accademia
Condominio
Unisciti alla nostra COMMUNITY
Scarica il nostro ebook gratuito
"Tavola delle maggioranze"
Ebook Tavola delle maggioranze