Sentenza 1210/2017 (accertamento della proprietà)

La pronuncia della Corte di Cassazione n. 1210 del 18.01.2017 (relatore dott. Antonio Scarpa) affronta il tema della prova nell’ambito di un’azione finalizzata all’accertamento del diritto di proprietà di un lastrico solare posto all’interno del condominio.
Mentre un tempo si pareva poter distinguere l’azione di accertamento della proprietà dall’azione di rivendica – favorendo la prima tipologia di azione con un regime probatorio più tenue – oggi tale distinzione sembra scomparire. Chi agisca per la rivendica e/o l’accertamento del diritto di proprietà dovrà darne piena dimostrazione ed affrontare tutte le difficoltà conseguenti a tale onere (la c.d. probatio diabolica).
Se l’attore ha acquistato il bene a titolo derivativo, per poter provare la fondatezza del suo diritto, dovrà risalire fino ad un acquisto a titolo originario dimostrando la legittimità e la validità dei successivi trasferimenti fino al suo; in alternativa potrà attestare che fra lui ed i suoi danti causa il bene è stato posseduto il tempo necessario per usucapirlo.

Estratto della sentenza: “Rimane comunque che F.G. e Bo.Ro., sia perché chiedono l’accertamento della (com)proprietà del terrazzo, sia perché comunque mirano ad ottenere una modifica dello stato di compossesso del bene, con ordine al convenuto B. di demolire un manufatto da questo realizzato, essendo soggetti al medesimo onere probatorio prescritto per l’azione di rivendica, debbano dare la prova della proprietà del bene, risalendo, anche attraverso i propri danti causa, con la sequela degli acquisti a titolo derivativo (inter vivos o mortis causa) fino a chi abbia acquistato in via originaria (ovvero dimostrando il compimento dell’usucapione, mediante il cumulo dei successivi possessi uti dominus).“.

Cassazione Civile – sentenza 1210 2017

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