Sentenza 17035/2016 – #02 (fondo cassa)

Appartiene al potere discrezionale dell’assemblea e non pregiudica nè gli interessi nè i diritti patrimoniali dei condomini l’istituzione di un fondo cassa per le spese di ordinaria manutenzione e conservazione dei beni comuni.
La Corte di Cassazione torna sul tema del “fondo cassa” sostenendone la legittimità anche in virtù della sua provvisorietà: il fondo cassa non deve essere vincolato per più gestioni ed i relativi importi verranno successivamente destinati in via definitiva con i conseguenti conguagli di spesa. Tale impostazione mi trova pienamente d’accordo ed il tema è stato più volte affrontato all’interno di questo blog:
Si produce breve estratto della sentenza: “Questa Corte ha già statuito che appartiene al potere discrezionale dell’assemblea e non pregiudica nè l’interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio, nè il loro diritto patrimoniale all’accredito della proporzionale somma – perchè compensata dal corrispondente minor addebito, in anticipo o a conguaglio – l’istituzione di un fondo – cassa per le spese di ordinaria manutenzione e conservazione dei beni comuni (Sez. 2^, 28 agosto 1997, n. 8167).
Si è anche precisato che l’onere per la costituzione di un fondo speciale per le spese di manutenzione straordinaria va ripartito tra i condomini in base ai criteri fissati nell’art. 1123 c.c. , se per la realizzazione di interventi non ancora specificati è possibile ripartire provvisoriamente la somma destinata alla costituzione del fondo in base ai millesimi di proprietà (Sez. 2^, 29 gennaio 1974, n. 244).
A questi principi si è attenuta la Corte territoriale, correttamente giudicando legittima l’istituzione – con deliberazione assembleare assunta nella seduta del 5 maggio 1999 con il voto favorevole di tutti gli intervenuti, rappresentanti oltre la metà del valore dell’edificio – di un fondo-cassa rivolto, in una situazione di grave degrado dell’immobile, ad assicurare la provvista per procedere ad opere di manutenzione, con particolare riferimento all’impianto fognario, alla copertura, al lucernaio della scala e all’adeguamento dell’impianto elettrico.
Si tratta di opere (“numerose e impegnative”) che – secondo il motivato apprezzamento dei giudici del merito – erano descritte nell’ordine del giorno della precedente assemblea del 18 dicembre 1998 ed erano state espressamente richiamate al punto 4 dell’ordine del giorno dell’assemblea del 5 maggio 1999: l’assemblea aveva pertanto deliberato l’istituzione del fondo-cassa per eseguire quelle opere, necessarie, di manutenzione ordinaria e straordinaria, mentre l’approvazione dei lavori era stata rinviata ad epoca in cui vi fosse il nuovo amministratore“.
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