Spese personali liquidate dal giudice

Principio generale nell’ambito del diritto condominiale è quello secondo cui l’assemblea non può addebitare spese personali ad uno dei condomini; ciò in quanto la maggioranza non può “farsi giustizia da sè” addebitando spese al di fuori di quelle inerenti la gestione, manutenzione e conservazioni dei beni comuni. E’ quindi illegittimo, ad esempio, addebitare la spesa di sostituzione dello zerbino di ingresso al condomino che si ritiene colpevole del suo precoce deterioramento.

Ipotesi del tutto differente riguarda il caso in cui l’addebito di spese personali sia accompagnato da un titolo giudiziale esecutivo; si fa riferimento, ad esempio, ad un decreto ingiuntivo la cui esecutorietà non sia stata sospesa o ad una sentenza con cui il condomino sia stato condannato a rimborsare  delle somme a favore del condominio. In questi casi la liquidazione giudiziale potrà essere posta  a carico del singolo proprietario nei cui confronti la sentenza e/o il provvedimento giudiziale è stato emesso.

Sul punto si richiama la sentenza della Suprema Corte n. 751 del 18.01.2016: “E’ legittima la deliberazione dell’assemblea condominiale che ponga a totale carico del condomino le spese processuali liquidate dal giudice nei confronti dello stesso condomino moroso con un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.p.c. (cfr. Cass., Sez. 2^, 26 aprile 1994, n. 3946)“.

Sentenza della Corte di Cassazione n. 751 del 2016

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