Sul bilancio condominiale (Cass. 454/2017)

La sentenza n. 454 dell’11.01.2017 (relatore dott. Antonio Scarpa) affronta il tema della modalità di redazione del bilancio all’interno di condominio; la vertenza di primo grado riguardava l’impugnativa di una delibera assembleare del 2002 in occasione della quale venivano approvati i bilanci consuntivi relativi agli anni 1999 e 2000. I condomini impugnanti ritenevano inattendibili e privi di giustificativi i documenti posti alla base delle delibere .
La Corte di Cassazione – come già avevano fatto i giudici di merito – ha respinto tali eccezioni ribadendo una serie di principi-guida nella valutazione dei bilanci condominiali:
  • la contabilità condominiale non deve essere tenuta con forme rigorose analoghe a quelle previste per i bilanci delle società, ma deve essere idonea a rendere intellegibile ai condomini le voci di entrata e di spesa con le relative quote di ripartizioni;
  • le voci di cui sopra non devono essere trascritte nel verbale assembleare in quanto rientra nei poteri dell’organo deliberativo la facoltà di procedere sinteticamente all’approvazione, prestando fede ai dati forniti dall’amministratore alla stregua della documentazione giustificativa;
  • spetta all’assemblea approvare – sulla base di un confronto con il preventivo – il conto consuntivo;
  • spetta altresì all’assemblea valutare l’opportunità delle spese affrontate d’iniziativa dall’amministratore;
  • il sindacato dell’autorità giudiziaria non può estendersi alla valutazione del merito ed al controllo del potere discrezionale che l’assemblea esercita quale organo sovrano della volontà dei condomini. Ne consegue che non è suscettibile di controllo da parte del giudice, attraverso l’impugnativa di cui all’art. 1137 c.c., l’operato dell’assemblea condominiale in relazione alla questione inerente l’approvazione in sede di rendiconto di spese che si assumano superflue.
Ritengo che tali principi, pur se riferiti a delibere antecedenti la riforma, conservino pienamente la loro validità e debbano servire quale giusto metro di analisi dei rinnovati articoli 1130 c.c. e 1130bis c.c..
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