CONDOMINIO - Convocazione assemblea
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08/11/2017
Termini di convocazione dell’assemblea

L’articolo 66 disp. att.ve c.c. prevede che le assemblee condominiali debbano essere convocate almeno cinque giorni prima della data fissata per la prima convocazione.

Senza entrare nel merito delle modalità con cui deve essere convocata l’assemblea, vorrei ricordare agli amministratori la prudenza da adottare nel calcolo dei termini: una spedizione a ridosso di tale scadenza potrebbe provocarne il mancato rispetto, con conseguente annullabilità delle delibere adottate. Ricordo inoltre che, in sede di giudizio, è onere del condominio provare l’avvenuta convocazione nei termini.

In caso di spedizione a mezzo raccomandata, cosa succede se il condomino non è presente in occasione del passaggio da parte dell’addetto alla consegna della posta?
A tale domanda, la Corte di Cassazione ha fornito – pur se con riferimento a due diverse fattispecie – risposte differenti:

  1. La sentenza della Cassazione n. 22311 del 03.11.2016 afferma che, ai sensi dell’art. 1335 c.c., la convocazione d’assemblea diretta ad una determinata persona si ritiene conosciuta nel momento in cui giunga all’indirizzo del destinatario; i magistrati affermato quindi il seguente principio: “In applicazione della presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c. , la raccomandata, nel caso di momentanea assenza del destinatario (e di altra persona abilitata a riceverla), deve ritenersi entrata nella sfera di conoscibilità del destinatario nel momento in cui viene rilasciato l’avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale“.
  2. La pronuncia n. 25791 del 14.12.2016, pur in tema di avvenuta ricezione del verbale d’assemblea, ha invece affermato che “la comunicazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore“.
  3. La pronuncia n. 23396 del 06.10.2017, in tema di invio dell’avviso di convocazione, conferma l’applicabilità dell’art. 1135 c.c.: “Dall’anzidetto quadro disciplinare deriva l’ovvio corollario per cui, se è vero che per ritenere sussistente, ex art. 1335 c.c., la presunzione di conoscenza, da parte del destinatario, della dichiarazione a questo diretta, è necessaria e sufficiente la prova che la dichiarazione stessa sia pervenuta all’indirizzo del destinatario, tale momento, ove la convocazione ad assemblea di condominio sia stata inviata mediante lettera raccomandata non consegnata per l’assenza del condomino (o di altra persona abilitata a riceverla), coincide con il rilascio da parte dell’agente postale del relativo avviso di giacenza del plico presso l’ufficio postale, idoneo a consentire il ritiro del piego stesso, e non già con altri momenti successivi (quali il momento in cui la lettera sia stata ritirata o dal compiersi della giacenza, come invece affermato dalla corte torinese)”. I magistrati hanno ritenuto non sussistere profili di contrasto con la pronuncia di cui al punto n. 2 in quanto, tra gli altri motivi, hanno ritenuto diverse le due fattispecie (invio di verbale, da una parte, e convocazione di assemblea, dall’altra). Come giustamente fatto osservare dall’avv. Massimo Ginesi, sarebbe stato forse opportuno un intervento chiarificatore da parte delle Sezioni Unite.

Dal punto di vista dell’amministratore, ferme le precauzioni già rammentate, è comunque importante il principio secondo cui la convocazione d’assemblea si considera conosciuta con il rilascio dell’avviso di giacenza da parte dell’addetto alla consegna.

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