Contabilizzatori di calore: chi paga la sostituzione e come funziona

Introduzione ai contabilizzatori di calore

Cosa intendo quando parlo di contabilizzatore di calore (o ripartitore di calore)? Faccio riferimento a quei dispositivi installati su ciascun calorifero di un impianto di riscaldamento centralizzato che servono per misurare il consumo di calore specifico di ogni radiatore. Detto in modo semplice e non tecnico, si tratta di uno strumento che registra la quantità di energia termica utilizzato da ogni calorifero e che permette di ripartire le spese di riscaldamento in base all’effettivo consumo di ogni calorifero e quindi di ogni unità immobiliare. Quindi, i contabilizzatori di calore servono per ripartire fra i condomini la quota variabile delle spese di riscaldamento in base al consumo effettivo di ciascuno.

Chi paga la sostituzione dei contabilizzatori di calore?

Tali apparecchi non sono eterni: possono rompersi o esaurire le batterie, rendendo necessaria la loro sostituzione. A questo punto sorge la domanda: chi paga la sostituzione di questi apparecchi? La risposta secca a questa domanda è che le spese devono essere addebitate al proprietario del calorifero. Tuttavia, è opportuno fare alcune riflessioni per contestualizzare questa risposta. La mia riflessione parte dal considerare chi è il proprietario di tali apparati, e risulta essere il singolo condomino. Tale affermazione deriva dall’articolo 1117 c.c., il quale prescrive che, in condominio, gli impianti unitari (come l’impianto di riscaldamento con distribuzione a colonne verticali) sono comuni fino al punto di utenza.

Quindi, il calorifero e il ripartitore sono di proprietà privata del singolo condomino e dovranno essere da lui mantenuti e sostituiti in caso di malfunzionamento.

Obblighi del singolo condomino secondo il D.Lgs. 102/2014

Quanto sopra risulta a mio avviso confermato anche dal D.Lgs. 102/2014, articolo 9, comma 5, lettera b, norma con cui viene posto a carico del singolo proprietario l’obbligo di installazione dei sotto-contatori finalizzati a misurare l’effettivo consumo di calore. Nella successiva lettera c viene prescritto che, se l’uso di sotto-contatori non è tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, si procede con l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali a cura dei proprietari.

Ritengo quindi legittimo che il singolo condomino il cui contabilizzatore/ripartitore di calore risulti mancante o non funzionante possa essere costretto dall’assemblea a permettere ai tecnici del condominio di installare il medesimo a sue spese. Chiaramente, se il proprietario non dovesse consentire l’accesso al proprio appartamento, il condominio sarà costretto a procedere giudizialmente nei suoi confronti.

Giurisprudenza

Tribunale di Roma, sentenza n. 17980 del 06.12.2022: “la domanda di parte attrice può dunque essere accolta, con conseguente ordine a carico del convenuto di consentire alla ditta incaricata dal Condominio di reinstallare gli strumenti [valvole termostatiche e contabilizzatori] adottati dall’ente gestorio in virtù delle delibere assembleari da questi richiamate e dal convenuto mai impugnate, con spese di intervento a carico del convenuto”.

Tribunale di Roma, sentenza n. 15856 dell’11.10.2021: “E’ al riguardo da rilevare che il condominio il quale usufruisce dell’impianto di riscaldamento condominiale non può rifiutarsi di procedere all’installazione delle valvole termostatiche e degli strumenti idonei per la contabilizzazione recando un tale diniego un indubbio pregiudizio per l’attività di regolare ed ordinato governo della cosa comune, generando difficoltà gestorie in capo all’amministratore che involgono la possibilità stessa di giungere ad un riparto oggettivo e non contestabile dei consumi di calore e delle correlative spese. Appare pertanto legittima la ripartizione effettuata sulla base della massima potenza calorica in quanto, non essendo i radiatori installati nell’appartamento della parte appellante provvisti di contabilizzatori del calore né di sistemi che avrebbero potuto in qualche modo garantire una chiusura controllata delle fonti di calore, appare ragionevole ritenere che il consumo sia pari alla massima potenza calorica del radiatore”.

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Sono un avvocato e mi occupo esclusivamente di diritto condominiale. Assistito gli amministratori di condominio ed i condomini affrontando in modo concreto i problemi di tutti i giorni.

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