Convocazione assemblea straordinaria condominio: guida e requisiti secondo l’articolo 66

Richiesta di assemblea straordinaria: cosa dice la legge

I condomini possono richiedere all’amministratore la convocazione di un’assemblea straordinaria, come previsto dall’articolo 66 delle disposizioni attuative del codice civile. Questa richiesta, se conforme ai requisiti previsti dalla legge, può essere avanzata in ogni momento e utilizzata per inserire all’ordine del giorno temi vari, quali lavori straordinari, nomina dell’amministratore o approvazione di clausole regolamentari.

Requisiti per la richiesta di convocazione

La richiesta deve essere formulata da almeno due condomini che rappresentino almeno un sesto dei millesimi. Esempio: se un condominio è costituito da 10 proprietari che rappresentano complessivamente 1000 millesimi, la richiesta dovrà essere avanzata da almeno 2 condomini la cui somma dei millesimi dovrà essere di almeno 166,67.

Come inviare correttamente la richiesta di convocazione

Consiglio di inviare la richiesta in forma scritta, preferibilmente tramite posta elettronica certificata (PEC) e raccomandata. Di seguito, un esempio di modello di comunicazione.

Egr. Sig. ….

Amministratore del condominio ….

Lettera trasmessa via pec …

Oggetto: richiesta di convocazione di assemblea straordinaria ex art. 66 disp. att. c.c.

Noi sottoscritti:

-sig./sig.ra _________ n. millesimi ____;

-sig./sig.ra _________ n. millesimi ____;

-sig./sig.ra _________ n. millesimi ____;

nella nostra qualità di condomini, ai sensi dell’art. 66, primo comma, disp. att. c.c.

CHIEDIAMO

al …, quale amministratore pro-tempore del condominio …., che dia seguito, nei tempi e nei modi di legge, alla richiesta di convocazione di assemblea straordinaria per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

–    ….

L’assemblea dovrà essere convocata sia in prima che in seconda convocazione.

Firme

Cosa fare se l’amministratore non convoca tempestivamente

Se l’amministratore non convoca l’assemblea entro dieci giorni dalla richiesta (termine entro cui deve essere inviata la lettera di convocazione), i condomini che hanno avanzato la richiesta possono procedere autonomamente alla convocazione dell’assemblea, seguendo le procedure previste dalla legge.

Può accadere che l’amministratore, ricevuta la richiesta di convocazione, indichi la data dell’assemblea a distanza di 2 o 3 mesi, se non oltre. A mio avviso, questa tempistica non rispetta le prescrizioni normative, consentendo ai condomini richiedenti di autoconvocarsi.

Cassazione Civile, ordinanza n. 5319 del 21.02.2023

L’art. 66 , comma 1, disp. att. c.c. (a differenza di quanto suppone la ricorrente) non prevede, tuttavia, forme tassative per la richiesta di convocazione assembleare proveniente da condomini, bastando evidentemente, perchè produca l’effetto della decorrenza del termine di dieci giorni, che essa giunga nella sfera di conoscenza dell’amministratore.

A tal fine, l’indirizzo dell’amministratore, presso il quale deve giungere la richiesta di convocazione dell’assemblea, non necessariamente coincide con il domicilio, la residenza o la dimora dello stesso, potendosi, piuttosto, identificare con il luogo da questo comunicato contestualmente all’accettazione della nomina (art. 1129 , comma 2, c.c.) o con il suo recapito appositamente affisso sul luogo di accesso al condominio (art. 1129 , comma 5, c.c.). (…)

Una volta decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, gli anzidetti condomini promotori possono provvedere direttamente alla convocazione, mediante avviso che abbia il contenuto specificato dal comma 3 dell’art. 66  disp. att. c.c. e dal quale risulti chi convoca l’assemblea, senza che peraltro sia essenziale la sottoscrizione di tutti i condomini che abbiano preso l’iniziativa.

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Sono un avvocato e mi occupo esclusivamente di diritto condominiale. Assistito gli amministratori di condominio ed i condomini affrontando in modo concreto i problemi di tutti i giorni.

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